Come si testa davvero la performance antiappannamento? I metodi che usiamo in laboratorio

Introduzione

Quasi tutte le maschere da sci in commercio dichiarano di essere dotate di una “tecnologia antiappannamento”. Ma come si può verificare se tale affermazione corrisponde alle prestazioni effettive? Come si misurano le prestazioni antiappannamento in modo oggettivo e ripetibile, in modo da poterle confrontare tra un modello e l’altro?

In Out Of, lo sviluppo dei prodotti passa attraverso il laboratorio. E il laboratorio dispone di strumenti precisi per rispondere a queste domande: non si tratta di impressioni soggettive, ma di protocolli standardizzati di test antiappannamento.

Che cos’è un test antiappannamento

Un test antiappannamento misura per quanto tempo una lente resiste alla formazione di condensa quando esposta a umidità e sbalzi di temperatura in condizioni controllate e ripetibili. La norma di riferimento europea per i dispositivi di protezione degli occhi è la EN 166, clausola 7.3.2: essa definisce la procedura di prova e la soglia minima — appena 8 secondi di resistenza alla condensa — che una lente deve superare per poter essere definita “antiappannante”.

Il problema delle misurazioni soggettive

Il test antiappannamento più intuitivo è anche il meno affidabile: soffiare sulle lenti e osservare se si appannano. È veloce, ma dipende dalla temperatura dell’aria espirata, dall’umidità ambientale, dalla distanza e dall’angolo di soffio — variabili che cambiano a ogni test e rendono impossibile il confronto tra campioni diversi.

Per sviluppare un prodotto e migliorarlo nel tempo, è necessario un metodo di prova ripetibile: le stesse condizioni ambientali, la stessa procedura e la stessa misurazione ogni volta. Ed è proprio questo che richiede una prova anti-appannamento in laboratorio.

La camera climatica: come funziona un test di laboratorio antiappannamento

Il test più rigoroso prevede l'uso di una camera climatica, un ambiente chiuso in cui è possibile impostare e mantenere con precisione la temperatura e l'umidità relativa. La lente sottoposta a test viene collocata in condizioni di bassa temperatura, simulando il contatto con l'aria fredda esterna, e poi esposta a un flusso di aria calda e umida, che simula la respirazione e il calore emanato dal viso.

In queste condizioni controllate, il test misura quando e come si forma la condensa sulla superficie interna della lente. Una lente con un buon trattamento antiappannamento ritarda notevolmente la comparsa dell'appannamento rispetto a una lente non trattata o a una con un trattamento di qualità inferiore.

I dati: 77 secondi contro il minimo previsto dalla legge

Quanto dura realmente l'efficacia antiappannamento di una maschera Out Of quando viene testata secondo la norma EN 166 7.3.2? 77 secondi: quasi 10 volte il minimo di 8 secondi richiesto dalla norma per classificare una lente come “antiappannante”.

È la differenza tra una lente che soddisfa a malapena i requisiti minimi e una progettata per rimanere trasparente ben oltre la soglia prevista dalla legge, anche nelle condizioni più critiche: sforzo fisico, sbalzi di temperatura tra il viso e l’ambiente esterno e elevata umidità in quota.

Misura della trasmissione ottica

L'appannamento non è solo sgradevole dal punto di vista estetico, ma riduce anche la trasmissione della luce e altera la qualità ottica. Per misurarlo in modo oggettivo, si utilizza uno spettrofotometro: si misura la trasmissione ottica della lente prima e durante l'esposizione a condizioni di condensa, monitorando la sua diminuzione nel tempo.

Una lente con efficaci proprietà antiappannamento mantiene una trasmissione stabile per un periodo di tempo molto più lungo: si tratta di un dato misurabile e ripetibile che può essere confrontato tra campioni diversi.

Il test di resistenza

Non basta sapere che un trattamento antiappannamento funziona il primo giorno. La domanda fondamentale è: quanto dura? I trattamenti antiappannamento perdono efficacia col passare del tempo, soprattutto se le lenti vengono pulite frequentemente o in modo errato.

I test di durata simulano cicli ripetuti di utilizzo e pulizia — esponendo la lente all’umidità, asciugandola e esponendola nuovamente — e misurano come cambia la prestazione antiappannamento nel corso di decine o centinaia di cicli. Questo ci permette di valutare non solo la prestazione iniziale, ma anche la resistenza del trattamento nel tempo.

Il test della luce di Tyndall

Un metodo interessante per visualizzare la formazione di appannamento prima che diventi visibile a occhio nudo è il test della luce di Tyndall: un fascio di luce collimato viene proiettato sulla lente e le microgocce che si formano durante la condensazione diffondono la luce in modo visibile, anche quando la lente appare ancora quasi trasparente. Ciò consente di individuare le prime fasi dell’appannamento e di confrontare con precisione i diversi trattamenti.

Ciò che gli esami di laboratorio non possono simulare

I test di laboratorio controllano le variabili per renderle misurabili, ma le condizioni reali sulle piste sono più caotiche. Il vento, la velocità di discesa, i movimenti fisici dell’atleta, la posizione della maschera sul viso, la compatibilità con il casco: tutti questi fattori influenzano il comportamento antiappannamento in modi che nessuna camera climatica è in grado di riprodurre appieno.

Per questo motivo, i test di laboratorio rappresentano una condizione necessaria ma non sufficiente. I prodotti Out Of vengono inoltre testati sul campo da atleti e collaudatori in condizioni reali di pendenza, per verificare che le prestazioni misurate in laboratorio si traducano in prestazioni effettive.

Perché esistono questi test

Questi test esistono per un motivo semplice: non si può migliorare ciò che non si misura. Ogni iterazione di sviluppo delle maschere Out Of viene sottoposta a questi protocolli, che consentono di confrontare diverse versioni dello stesso trattamento, capire cosa funziona e cosa no, e prendere decisioni di sviluppo basate sui dati piuttosto che su percezioni soggettive.

Conclusione

La prossima volta che leggerete “tecnologia antiappannamento” su un paio di maschere, saprete cosa chiedere: come è stata testata? Quanto dura? Come si comporta in combinazione con la ventilazione e nelle condizioni reali di utilizzo? Queste sono le domande giuste — e per il modello Out Of, la risposta sta in un dato verificabile: 77 secondi secondo la norma EN 166 7.3.2, quasi 10 volte il minimo richiesto dalla norma.

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